I DUBBI DEI CITTADINI SULLA NUOVA CERTOSA

cittadino 200614 Certosa

 

La terza serata dedicata dall’Amministrazione comunale al progetto “Certosa 30 e lode” ha visto una partecipazione di pubblico piuttosto scarsa, inferiore alle due precedenti, nonostante stavolta fossero stati affissi dal Comune molti volantini ai portoni e l’informazione fosse stata fatta girare in molti modi sia dal Comitato Di vittorio/Parri/Certosa, sia dai giornali locali, sia da questo blog. Pochi i residenti presenti, circa una sessantina su 1.600 abitanti, alcuni consiglieri di maggioranza, uno solo di opposizione (Movimento 5 Stelle). Peccato, perchè quello di Certosa è attualmente l’unico progetto di opere pubbliche di una certa rilevanza che il Comune ha deciso di gestire in modo diretto, cioè non si tratta di urbanizzazioni a scomputo oneri dovute per legge a corredo di qualche progetto privato, bensì di un’iniziativa autonoma con la quale il nostro Municipio ha deciso di ridisegnare uno spicchio consistente di città. Una decisione di questa portata, per la quale è stato stanziato quasi un milione di euro, avrebbe meritato un dibattito in città mentre, a parte qualche articolo di giornale e le consuete prese di posizione su Facebook o sulla rete civica “Recsando”, nessuno ne parla.  Sono cambiati i tempi in cui l’urbanistica e le opere pubbliche destavano prese di posizione, sia tra i cittadini che tra maggioranza e opposizione, oppure si ritiene che Certosa faccia per così dire “a sè”? Eppure i soldi messi a disposizione per quest’opera sono soldi di tutti e il ridisegno della rotonda sulla via Emilia non riguarda certo solo noi certosini.

Ma vediamo quali sono state le principali obiezioni del pubblico alla nuova versione presentata dal Sindaco in prima persona, dato che ora ha assunto su di sé anche la delega ai lavori Pubblici. Innanzitutto desta contrarietà la prevista rimozione degli alberi di piazza Tevere. Quest’ultima sembra essere una condizione “sine qua non” poichè fin dal primo progetto presentato il verde era destinato a essere “sacrificato”. Nonostante infatti sia previsto che gli alberi (alcuni dei quali più che trentennali) vengano trapiantati, in pochi credono che l’operazione abbia successo e che potranno esserci problemi tecnici che porteranno a minarne la sopravvivenza.  Inoltre tutti sanno che le nuove alberature per forza di cose impiegheranno decenni a diventare come quelle attuali e, per di più, non potranno essere messe a dimora piante ad alto fusto su un’ampia zona poichè al di sotto vi scorre il Redefossi, oggi tombinato. Seria preoccupazione desta poi il proponimento di creare una grande rotatoria senza semafori. Infatti, nelle intenzioni, già la rotonda attuale avrebbe dovuto rimanere senza impianto semaforico, ma si evitò poi di eliminarlo proprio per la sua pericolosità e per le difficoltà di attraversamento pedonale. Certo, il rondò previsto sarebbe molto più grande dell’attuale e sarebbe dotato di dossi per rallentare il traffico veicolare ma questa soluzione piace ad alcuni e non piace a molti altri che immaginano già i danni alle auto, costrette a un continuo su e giù, e le difficoltà di percorrenza per le ambulanze e gli autoarticolati. Anche la pista ciclabile, estesa su tutta la circonferenza del rondò, preoccupa non poco perchè moltiplicherebbe le possibilità per i ciclisti di essere investiti. Inoltre, sul lato nord, sarebbe poco utilizzata e in entrambi i lati, sud e nord, non si raccorda con nessuna pista ciclabile esistente; per ora rimarrebbe dunque monca.

Sono stati poi ravvisati due punti non risolti nel progetto: la presenza di una griglia di esalazione del Redefossi che si troverebbe in mezzo alla carreggiata e un dislivello di circa un metro per uscire dal parcheggio lungo la via Emilia, attualmente chiuso su quel lato e aperto solo su via Adige. Dettagli, certo, ma non di poco conto, dato che il tempo per passare dalla progettazione di massima a quella esecutiva è davvero poco: si vorrebbe infatti far partire i lavori il prossimo mese di settembre. E’ stato chiesto comunque di poter visionare anche i progetti  particolareggiati per poter capire come verrà arredata e attrezzata la futura piazza prospiciente i negozi, che tipo di pavimentazioni verranno scelte, eccetera.

Qualcuno ha chiesto anche che vengano eliminati, spostandoli, gli alberi dello spartitraffico sulla via Emilia a nord del rondò perchè limitano la visibilità. Altri si stanno domandando se verrà messa davvero una telecamera all’ingresso da via Parri per evitare il traffico di attraversamento in certi orari, dato che nessuno l’ha più citata e si teme  che si risolva il problema mettendo semplicemente un cartello. Da più parti si è fatto notare comunque che se non viene cambiato il senso di marcia di via Greppi, a nord della scuola, rimarrà il traffico di attraversamento di chi, dal rondò, vorrà arrivare a Borgolombardo o addirittura al quartiere Serenella senza passare dalla via Emilia.

Insomma, tante perplessità, tante contrarietà che meriterebbero davvero un ulteriore approfondimento. Ma il tempo incalza e si è capito che ci saranno pochissimi margini per ulteriori miglioramenti.

I DUBBI DEI CITTADINI SULLA NUOVA CERTOSAultima modifica: 2014-06-21T17:33:25+02:00da lmenegazzi
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Una risposta a I DUBBI DEI CITTADINI SULLA NUOVA CERTOSA

  1. annamariarb1 scrive:

    Certosa per me non è parte “a sè”. Ogni centimetro quadrato del suolo ove risiedo mi riguarda in egual misura. Detto questo preciso che sono totalmente contraria alla rimozione della piazza così com’è, che ho visto nascere attorno al 1984 con l’Amministrazione Lupi, e che offre uno spazio che non è solo verde, di cui grazie al cielo S. Donato non manca, ma non certo grazie all’oggi, ma uno spazio di aggregazione, credo l’unico del luogo. Gli alberi non si trapiantano, costa troppo e poi morirebbero. Chiedo che vengano studiate altre soluzioni, senza sacrificare un luogo che non ha una ragione al mondo per doverlo essere. SI al verde, NO al cemento.

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